Per il Giorno del RICORDO: Padova

all'Inaugurazione della Mostra con Italia Giacca,  Presidente del Comitato Giuliani e Dalmati e il Prorettore dell'Università di Padova Prof Giuseppe Stellin

… sono all’Inaugurazione della Mostra con Italia Giacca, Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e il Prorettore dell’Università di Padova Prof. Giuseppe Stellin

Con commozione e grande onore, a nome della città di Padova, come v.Presidente delal Commissione alle Politiche Culturali della Città di Padova, ho aperto le Celebrazioni del Giorno del Ricordo con l’inaugurazione della Mostra fotografica “ROMA, VENEZIA e ITALIA al di là dell’ADRIATICO” curata dal Comitato di Padova dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

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…… alle mie spalle e alle spalle di Italia Giacca, Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e del Prorettore dell’Università di Padova Prof. Giuseppe Stellin una parte dei pannelli della Mostra al Centro Altinate/San Gaetano

La mostra allestita al Centro Altinate/San Gaetano di Padova consta di 32 pannelli recanti immagini in un ipotetico viaggio da Muggia, prima cittadina dell’Istria, italiana, e poi a toccare le altre città della costa istriana, con qualche deviazione all’interno, alla ricerca delle orme romane, veneziane, italiane. Si arriva così a Fiume e poi giù, giù lungo la costa dalmata fino alle bocche di Cattaro, oggi Montenegro.

E’ il 2004 quando viene iscritta nel Calendario Italiano il Giorno del ricordo, a seguito della legge 30 marzo2004 n. 92. Una solennità civile nazionale, che lascia un segno indelebile nel calendario di ciascuno e che si illumina di luce di dolore e di testimonianza il 10 febbraio, durante le commemorazioni delle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo.

Sono sguardi di donne e uomini che si sono visti privare degli affetti, della loro casa e delle loro abitudini di ogni giorno, si sono visti depauperare dalle volontà di una politica della guerra, della loro quotidianità, della loro spensieratezza. Una discriminazione diretta e insanabile che solo il tempo ha saputo mitigare e che solo oggi può mostrarsi.

Scorci talora inediti di tracce del nostro augusto passato, un viaggio di e nella memoria.

Un passato che sottolinea come la Grande Comunità Italiana possa ricostruirsi attraverso il ponte delle persone e delle istituzioni e come possa ricompattarsi grazie all’Amore delle comunità.

La Mostra al Centro culturale  Altinate/San Gaetano rimarrà aperta fino a domenica 23 febbraio con orario 10.00/19.00, chiuso il lunedì.

Il programma completo a Paodva della “Giornata del Ricordo”.

Durante l’inaugurazione della Mostra ho dato lettura delle foibe e cave nelle quali son stati trovati resti umani o che secondo le testimonianze conterrebbero dei resti umani, dei quali solo una minima parte è stata recuperata (tratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe – ringrazio chi ha contribuito a realizzarlo).

  • Foiba di Basovizza (Trieste) monumento nazionale (testimonianze di centinaia di infoibamenti)
  • Foiba di Monrupino (Trieste) monumento nazionale (testimonianze di centinaia di infoibamenti)
  • Foiba di Barbana
  • Foiba di Beca
  • Foiba Bertarelli (Pinguente)
  • Foiba di Brestovizza
  • Foiba di Campagna (Trieste) (assieme alle foibe di Opicina e Corgnale, circa duecento infoibati, i cui corpi non sono stati recuperati)
  • Foibe di Capodistria (una commissione slovena fece ispezionare le ottantun cavità con entrata verticale che circondano la città: in diciannove di esse sono stati trovati resti umani. Recuperati cinquantacinque corpi, secondo le testimonianze nella zona furono eliminati centoventi italiani e sloveni di San Dorligo della Valle)
  • Foiba di Casserova (vicino a Fiume: tedeschi, sloveni e italiani gettati dentro. Estremamente difficile il recupero)
  • Foibe di Castelnuovo d’Istria
  • Foiba di Cernizza (due salme recuperate nel 1943)
  • Foiba di Cernovizza (Pisino) (testimonianze di circa cento uccisioni)
  • Foiba di Cocevie
  • Foiba di Corgnale (assieme alle foibe di Campagna e Opicina, circa duecento infoibati, i cui corpi non sono stati recuperati)
  • Foiba di Cregli (otto corpi recuperati nel 1943)
  • Foiba di Drenchia (presenza di cadaveri della divisione partigiana Osoppo, secondo Diego De Castro)
  • Cava di bauxite di Gallignana (ventitré corpi recuperati nel mese di ottobre del 1943)
  • Foiba di Gargaro o Podgomila (Gorizia) (circa ottanta morti, secondo le testimonianze)
  • Foiba di Gimino
  • Foiba di Gropada (trentaquattro persone eliminate con colpo alla nuca il 12 maggio 1945. Corpi non recuperati)
  • Foiba di Iadruichi
  • Foiba di Jurani
  • Cava di bauxite di Lindaro
  • Foiba di Obrovo (Fiume)
  • Foiba di Odolina
  • Foiba di Opicina (assieme alle foibe di Campagna e Corgnale, circa duecento infoibati, i cui corpi non sono stati recuperati)
  • Foiba di Orle (un numero imprecisato di corpi recuperati nel 1946)
  • Foiba di Podubbo (cinque corpi individuati e non recuperati)
  • Foiba di Pucicchi (undici corpi recuperati nel 1943)
  • Foiba di Raspo
  • Foiba di Rozzo
  • Foiba di San Lorenzo di Basovizza
  • Foiba di San Salvaro
  • Foiba di Scadaicina
  • Abisso di Semez (individuati i resti di ottanta/cento persone. Corpi non recuperati)
  • Foiba di Semi (Istria)
  • Abisso di Semich (un centinaio di corpi individuati ma non recuperati)
  • Foiba di Sepec (Rozzo)
  • Foiba di Sesana (un numero imprecisato di corpi recuperati nel 1946)
  • Foiba di Terli (ventisei corpi recuperati nel 1943)
  • Foiba di Treghelizza (due corpi recuperati nel 1943)
  • Foiba di Vescovado (sei corpi recuperati)
  • Foiba di Vifia Orizi (testimonianze di circa duecento persone eliminate)
  • Foiba di Villa Surani (ventisei corpi recuperati nel 1943)
  • Foiba di Vines (cinquantaquattro corpi recuperati nel mese di ottobre 1943)
  • Foiba di Zavni (Selva di Tarnova) (secondo le testimonianze, vi sono stati gettati i corpi dei Carabinieri di Gorizia, oltre che di centinaia di sloveni oppositori di Tito)
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